Domenica pomeriggio dopo aver fatto piangere mia figlia per farle finire almeno i compiti di matematica e quindi dopo essermi sentita un verme o poco via mi sono chiusa in cucina a quasi 27° per circa tre ore e ho sfornato nell'ordine:
- 12 panini
- 6 muffin al cioccolato
- tortino al cioccolato
- pizza farcita
e per finire patate a ricciolo e patate simil calamaro fritte.
Ovviamente tutto rigorosamente senza glutine.
E qui stava la mia sfida: riuscire a fare dei panini ben lievitati, morbidi e profumati; dei muffin che lievitassero bene e una pizza che lievitasse bene. Solo la pizza in effetti è lievitata solo 45 minuti (invece che due ore come indicato nel ricettario) ma erano le 19.30 e mio figlio non ne poteva più dalla fame.
Avrei voluto fare qualche foto ma ero distrutta: dal caldo, dalla fatica, dalle lievitazione che si intrecciavano tra loro tanto che alla fine non riuscivo più a capire per quale prodotto suonava il timer.
Tutto bene quel che finisce bene (a parte una scottatura sul braccio infornando i muffin e una scottatura sulla mano destra mentre friggevo).
Però mi sono rilassata e non ho pensato a niente altro.
Un'ottima cura, devo dire. Anche se stancante.
Ad un certo punto mi sembravo un po' una delle protagoniste di Grey's Anatomy che quando era stressata non faceva che fare dolci.